
Progetto
Davide Moroni, Moroni Architettura 2.0
Luogo
Sondrio
Anno
2025
Intervento
Ristrutturazione integrale di una villa anni Sessanta
Tolti tutti i muri, è rimasta la struttura. Il progetto è partito da lì.
La premessa
Una villa unifamiliare degli anni Sessanta a Sondrio, sul versante orobico, con la Valmalenco davanti. Dentro, stanze chiuse una dopo l’altra, un impianto rigido e spezzettato.
Davide Moroni ha demolito tutte le pareti interne. Della casa sono rimasti i pilastri e le travi, e il nuovo progetto è cominciato da quelli.

Il progetto
La struttura non è stata nascosta. Pilastri e travi restano in cemento a vista, con la superficie bocciardata, e fanno il lavoro che di solito fanno le pareti: segnano dove finisce un ambiente e ne comincia un altro.
Al piano terra soggiorno, pranzo e cucina sono un unico spazio. Al centro c’è un volume compatto con il camino a doppia faccia, rivestito di un intonaco lasciato grezzo: divide il soggiorno dalla zona pranzo, ma da una parte si continua a vedere l’altra.
Gli altri filtri sono leggeri. Tra cucina e ingresso una fila di listelli di rovere; tra la zona pranzo e la scala una trama di barre in ferro. La luce ci passa attraverso e disegna righe sul pavimento. Le porte sono filomuro a tutta altezza, dipinte di blu come la parete: chiuse, spariscono.
Gli arredi sono disegnati su misura dallo studio. Non sono stati aggiunti dopo: sono parte dell’architettura, come i pilastri.





La scala e il piano di sopra
La scala sale in microcemento, chiusa da una lastra di lamiera nera. Sopra resta a vista il cemento grezzo della rampa superiore. È il punto in cui la casa si legge in verticale.
Sopra c’è la zona notte, sotto la copertura in legno chiaro. Il bagno è aperto sulla camera: la doccia sta dentro un volume in microcemento che ha il profilo di una piccola casa, il lavabo è un mobile di rovere a blocchi sfalsati. Da una finestra quadrata e da un lucernario entra la luce della valle.
Lo studio ha rifatto anche l’esterno e ha seguito il cantiere dall’inizio alla fine: chi aveva disegnato la casa era lì mentre veniva costruita.


La fotografia
Quando sono entrato in Villa GI il contrasto era evidente: il cemento grezzo, il legno vivo ed il rigore delle linee. Uno spazio articolato e allo stesso tempo arioso.
La luce di un mattino di marzo entrava prepotente dalle finestre, esprimendo che lì, anche lei, era un elemento importante. L’ho lasciata entrare per far vivere la materia ed esaltare i volumi.

«Il progetto assume la struttura esistente come principio generatore dello spazio. Gli elementi non sono sovrapposti allo spazio, ma ne fanno parte.»
Davide Moroni, architetto

Crediti
Progetto e direzione lavori: Davide Moroni, Moroni Architettura 2.0 (Instagram)
Porte: Eclisse Syntesis Line
Fotografia: Enrico Dal Zotto
Servizio realizzato per la campagna Eclisse
Hai un progetto appena finito? Scrivimi.
