
Consigli per non rimandare (e guadagnare tempo)
A Treviso le mattine in questo periodo iniziano spesso con la nebbia.
Arrivo in studio a Carbonera, metto su il caffè, apro le mail… e puntuale come l’umidità sulla vetrata arriva il messaggio:
“Ciao Enrico, rimandiamo lo shooting al mese prossimo?
Così abbiamo tempo di organizzarci meglio.”
La buona intenzione c’è sempre. Ma poi “mese prossimo” diventa “dopo la fiera”, poi “dopo l’estate”, poi “quando rifacciamo il sito”.
Nel frattempo, il brand continua a comunicare con foto vecchie, non allineate al livello reale dell’azienda.
Lavorando da anni accanto a brand e aziende del territorio, mi accorgo che i progetti migliori nascono sempre da un mix di affidabilità, perseveranza ed eleganza, con addosso quella curiosità e voglia di muoversi in avanti che sento molto mia. È anche per questo che mi colpisce sempre una cosa: rimandare ha un costo reale, soprattutto se sei un brand di fascia medio-alta in Veneto, un hotel, uno studio di architettura o un’azienda del design che qui, tra Treviso e dintorni, ogni giorno si gioca la percezione del proprio livello.
In questo articolo voglio darti qualche consiglio concreto per non rimandare (e guadagnare tempo), raccontandoti come gestisco questo tema nel mio lavoro di fotografo di interni e still life tra Treviso, il Veneto e il Nord Italia.
Se vuoi vedere l’effetto di una buona organizzazione applicata alle immagini, puoi dare un occhio al mio
blog di fotografia professionale e al portfolio di interni e still life.
1. Capire perché rimandiamo (anche quando sappiamo che non ci conviene)
La procrastinazione non è solo “pigrizia”.
In psicologia viene considerata un fallimento dei processi di autoregolazione: sappiamo che qualcosa è importante, ma la rimandiamo lo stesso, spesso a scapito di conseguenze concrete.
Quando parlo con i clienti veneti – tra Treviso, Padova, Venezia, Vicenza – le motivazioni che sento più spesso sono:
“Aspettiamo di avere tutte le collezioni pronte.”
“Prima sistemiamo lo showroom, poi pensiamo alle foto.”
“Facciamo il nuovo sito e poi organizziamo gli shooting.”
Nel frattempo però:
le foto del sito non rappresentano più il livello reale dell’azienda;
i prodotti nuovi non hanno ancora una presentazione all’altezza;
l’hotel ha rinnovato le camere, ma online si vedono ancora quelle vecchie.
In più c’è un bias molto studiato, il planning fallacy: tendiamo a sottostimare il tempo necessario per portare a termine un progetto, anche quando l’esperienza ci dice il contrario.
Tradotto in veneto: “Tanto in un paio di settimane facciamo tutto”… e poi siamo a due giorni dalla fiera e stiamo ancora cercando il fotografo.
Il primo passo per non rimandare è questo: accettare che la tendenza a sottovalutare tempi e complessità è umana. E decidere di farci i conti in modo lucido.
2. Smettere di pensare “quando saremo pronti” e ragionare per priorità
Quando lavoro con un’azienda di Treviso o con un hotel sul lago, il refrains è spesso:
“Facciamo le foto quando sarà tutto perfetto.”
Il problema è che “tutto perfetto” non arriva mai.
Arrivano, invece, la stagione alta, il Salone, la prossima collezione, la nuova sede…
Un modo molto pratico per non rimandare è spostare il focus dalla perfezione alla priorità.
Invece di aspettare il momento ideale, ci chiediamo:
“Quali sono le 6–10 immagini che, se le avessimo entro due mesi,
ci farebbero veramente guadagnare tempo e risultati?”
Per un hotel in Veneto potrebbe essere:
un’immagine aggiornata della hall;
due camere chiave;
il ristorante;
un paio di dettagli d’atmosfera.
Per un brand di arredamento trevigiano:
una scena manifesto di collezione;
alcuni still life di prodotto per l’e-commerce;
foto ambientate per catalogo e ADV.
La letteratura sulla procrastinazione è abbastanza chiara: per smettere di rimandare è utile ridurre il compito, renderlo più concreto e meno schiacciante.
Non “rifacciamo tutte le foto del brand”, ma “partiamo da quelle che ci servono per la prossima stagione”.
3. Bloccare il tempo, prima ancora di bloccare il budget
Un altro trucco molto concreto per non rimandare è prenotare il tempo, non solo l’idea.
Io stesso, per gestire progetti, shooting e parte creativa, uso un approccio di time blocking: blocchi di tempo dedicati a un unico compito, protetti da telefonate, mail e riunioni inutili. La ricerca su questo metodo mostra che pianificare blocchi di lavoro concentrato aumenta produttività, riduce la procrastinazione e dà più controllo sulle giornate.
Nel concreto, quando lavoro con un’azienda del Veneto:
fissiamo una data indicativa di shooting (o un range di giorni);
inseriamo in agenda i blocchi di preparazione: scelta prodotti, ordine showroom, definizione shot list, eventuali sopralluoghi;
consideriamo un giorno cuscinetto per imprevisti.
Anche se qualche dettaglio non è ancora definito, avere la data in calendario cambia l’energia del progetto: da “prima o poi” diventa “il 14 marzo a Padova scattiamo”.
Per molti clienti funziona bene anche l’idea dell’opzione: blocchiamo in anticipo una o due date chiave (magari prima di una fiera a Verona o di una stagione turistica sul Garda), con la possibilità di confermarle o spostarle entro una certa data. Così si evita di arrivare all’ultimo in overbooking e con costi più alti.
4. Fare un “master shooting” e smettere di rincorrere i contenuti
Qui entra in gioco il lato innovativo e proattivo del mio modo di lavorare.
Uno dei consigli più efficaci per non rimandare continuamente è organizzare un master shooting: una giornata (o due) progettata per produrre un grande numero di contenuti riutilizzabili, invece di vivere di micro-shooting improvvisati.
Immagina, per esempio, un’azienda di Treviso che produce arredo e illumina gli showroom tra Veneto e Friuli:
in un’unica giornata possiamo fotografare ambienti completi, still life di prodotto, dettagli, ritratti del team, dietro le quinte;
da quel materiale estraiamo foto per sito, catalogo, social, ADV, newsletter per mesi.
Nel mondo del content marketing questa logica si chiama content batching: dedicare sessioni intense alla creazione di molti contenuti simili, da programmare nel tempo, invece di produrli uno alla volta all’ultimo minuto. Gli articoli su questo tema mostrano come il batching migliori l’efficienza, riduca lo stress e aumenti la costanza delle pubblicazioni.
Il vantaggio è doppio:
non rimandi più perché “non hai tempo per le foto”: ti organizzi, scatti tanto in poco, e poi vivi di rendita per un periodo;
guadagni tempo: smetti di reinventare la ruota ogni settimana e puoi concentrarti sulle campagne, sulle relazioni con i clienti, sul prodotto.
Nel mio portfolio molti progetti sono nati così: una o due giornate ben preparate che poi hanno nutrito la comunicazione del brand per lungo tempo.
5. Alleggerire la testa: preparare oggi ciò che ti farà risparmiare tempo domani
Uno dei motivi per cui rimandiamo è che l’idea stessa del progetto ci sembra pesante.
“Shooting foto” diventa un blocco enorme nella mente, e quindi lo spostiamo in avanti.
Per guadagnare tempo, a Treviso come ovunque, aiuta molto spezzare il carico in micro-azioni leggere:
oggi definisco solo gli obiettivi delle immagini;
domani seleziono 15 prodotti prioritari;
dopodomani faccio una board con le atmosfere che ci rappresentano.
Le risorse psicologiche sulla procrastinazione dicono proprio questo: è più facile iniziare se il primo passo è piccolo e concreto, invece di un generico “devo fare le foto nuove”.
Quando lavoro con i clienti, cerco sempre di portare leggerezza ed eleganza nel processo:
niente riunioni-fiume senza scopo;
niente elenchi infiniti e ingestibili;
piuttosto, una scaletta chiara, poche decisioni per volta, tanti piccoli sì che portano al set.
Spesso la frase che mi sento dire a fine progetto è:
“Pensavo che fosse molto più pesante, invece abbiamo fatto tutto senza impazzire.”
E questo, per me, è il complimento migliore.
Sul blog trovi altri articoli dove parlo di organizzazione dello shooting, coerenza visiva e percezione “di livello superiore”: sono tutti pezzi dello stesso puzzle.
6. Perché non rimandare è una forma di rispetto (anche per il tuo brand)
Alla fine, decidere di non rimandare significa trattare il tuo brand con lo stesso rispetto con cui tratti il tuo prodotto.
Se investi mesi per progettare una nuova camera d’hotel a Conegliano, uno showroom a Treviso, una collezione di arredo made in Veneto, ha senso che le immagini siano:
all’altezza del risultato;
puntuali rispetto alle fiere e alle stagioni;
coerenti nel tempo.
Per me “non rimandare” non è essere frenetici, ma essere affidabili:
tenere fede a una visione e portarla nel mondo con perseveranza, anche a piccoli passi, con un processo chiaro e – perché no – con un po’ di eleganza.
Vuoi smettere di rimandare il prossimo shooting e guadagnare tempo?
Se sei:
un brand di arredamento o prodotto in Veneto,
uno studio di architettura o interior design tra Treviso, Venezia, Padova,
un hotel o progetto hospitality che vuole allineare le proprie immagini al livello reale della struttura,
possiamo progettare insieme un percorso che ti aiuti a non rimandare più:
definiamo le priorità,
fissiamo una data indicativa,
organizziamo un master shooting che ti dia materiale per mesi.
Puoi partire da qui:
Enrico Dal Zotto – Fotografo di interni e still life a Treviso
Mi racconti a che punto sei, e ragioniamo su come trasformare le “foto da fare prima o poi” in un progetto concreto, con tempi chiari e risultati utili.
Risorse esterne per approfondire
Se ti interessa esplorare il tema del “non rimandare” anche dal punto di vista psicologico e organizzativo:
Diversi articoli spiegano perché rimandiamo e quali strategie possiamo usare per sbloccarci (ridurre il compito, lavorare sulle emozioni, chiedere aiuto, ecc.).
Planning fallacy: perché sottostimiamo sempre i tempi
Studi storici di Kahneman e Tversky descrivono la nostra tendenza a essere troppo ottimisti sui tempi di progetto: sapere che questo bias esiste è il primo passo per contrastarlo.
Time blocking e content batching
Tecniche come il time blocking e il batching dei contenuti sono considerate molto efficaci per ridurre la procrastinazione, aumentare focus e produttività e gestire meglio giornate piene di impegni.
